L’archeologia preventiva dell’interesse archeologico

Archeologia Preventiva

Il tema dell’archeologia preventiva è affrontato con estremo interesse ormai da decenni, sia dal punto di vista teorico e metodologico che operativo.  L’attenzione all’archeologia preventiva deriva dal coinvolgimento di una molteplicità di figure professionali, non soltanto archeologi ma anche progettisti, tecnici, amministratori e decisori politici, che attraverso le loro valutazioni in materia di lavori pubblici influiscono sul paesaggio italiano.

Che cosa si intende per “archeologia preventiva” e qual è la normativa attualmente in vigore? Con questo termine viene riconosciuto l’obbligo di accertare il potenziale di rischio archeologico rispetto alla realizzazione di lavori di pubblica utilità. Questa procedura consente di stabilire in anticipo le potenzialità archeologiche di un’area di lavoro e il modo migliore per ridurre al minimo gli interventi sul terreno e i relativi costi.

Da tempo ormai, anche dal punto di vista legislativo, l’Italia è impegnata nel conciliare la tutela di uno dei patrimoni storico-artistici più importanti al mondo, con le esigenze operative e gli imprevisti che possono derivare da opere di costruzione, scavo ecc.  L’archeologia preventiva è stata definitivamente disciplinata dalla legislazione italiana con l’istituzione della procedura di Verifica preventiva dell’interesse archeologico, introdotta dal decreto 63/2005 confluito poi negli art. 95 e 96 del Nuovo Codice dei Contratti – DLgs 163/2006. Si tratta di un provvedimento attuativo dell’art. 28 del Codice dei Beni Culturali – DLgs 42/2004 che, in caso di lavori pubblici, concede ai Soprintendenti archeologi la facoltà di disporre in “zone di interesse archeologico” scavi di tipo cautelativo a spese del committente. Questa legge è andata, di fatto, a riempire un vuoto normativo e a legittimare una prassi abituale di tutte le soprintendenze archeologiche, segnando definitivamente il passaggio da una pratica di lavoro basata sugli interventi di emergenza, ad una fondata su interventi preventivi.

Importanti esperienze in questo ambito provengono dei paesi dell’Europa centro-settentrionale, dove le prime grandi opere di archeologia preventiva erano rappresentate dagli scavi collegati con la realizzazione di ampliamenti della metropolitana di Londra, avvenuti nel secondo dopoguerra. In Italia, invece, le prime attività sistematiche di prevenzione archeologica si registrano più tardi, attorno agli anni ’80, a seguito del potenziamento degli organici della Soprintendenza per i Beni Archeologici. Il consolidamento di prassi operative già sperimentate su ambiti territoriali più limitati è avvenuto con i lavori di costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità. La realizzazione di questo tipo d’infrastruttura ha richiesto numerosissime indagini preventive e interventi di scavo sistematici ed estensivi dalla Lombardia fino alla Sicilia, operazioni tuttora in corso in alcune aree.

Lande SpA si interessa da tempo di archeologia preventiva attraverso la progettazione preliminare e definitiva della verifica preventiva dell’interesse archeologico, applicata sia alle grosse infrastrutture che a committenze private. In entrambi i casi Lande SpA cerca sempre di adottare la via della mediazione tra le aspettative scientifiche delle Soprintendenze e le esigenze tecniche e pratiche legate alle tempistiche .