Domus Aurea: il ripristino delle lacune nelle strutture murarie

La Domus Aurea ( in latino “Casa d’oro” per la presenza al suo interno di numerose volte decorate in oro) era la villa urbana costruita dall’Imperatore romano Nerone dopo il grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C. In seguito alla sua morte, i successori cercarono di cancellare ogni traccia della villa riempiendola di terra fino alle volte e occultandola nella parte superiore con la costruzione delle Terme di Tito e di Traiano. Dalla riscoperta, a fine del XV secolo, delle grotte della Domus Aurea,  iniziò anche il processo di inevitabile decadimento causato dall’ingresso dell’umidità nelle sale.

Uno dei dissesti più diffusi nella Domus Aurea, insieme a quelli determinati dalla spoliazione degli elementi fittili di età post-antica, è la presenza di numerosi fori praticati nelle murature a quote spesso piuttosto elevate (circa 9m dal piano di calpestio), che venivano utilizzati come passaggi da un ambiente all’altro in età medievale e rinascimentale. Assai verosimilmente, infatti, i primi esploratori che si introducevano in questi ambienti bui e dall’aspetto di vere e proprie grotte, per passare da un ambiente all’altro praticavano dei fori nelle pareti. Va infatti ricordato che dopo la caduta dell’Impero Romano, ma già probabilmente a partire dall’età Traianea (il regno di Traiano si pone tra il 98 e il 117 d.C.) gli ambienti della Domus Aurea vennero progressivamente interrati, in quanto riutillizzati come “immondezzaio” delle terre di risulta e delle demolizioni effettuate per la costruzione e la successiva manutenzione delle Terme di Traiano.

domus aureaQuesto progressivo interro ovviamente determinò un reinnalzamento dei piani di calpestio, per cui questi “cunicoli” non costituiscono altro che le tracce tangibili della frequentazione della Domus Aurea dopo il suo abbandono. Queste aperture, come detto si trovano quasi sempre localizzate in settori delle murature prossimi all’appoggio delle volte a botte di copertura degli ambienti, ma in rari casi si sviluppano fino al piano di calpestio contemporaneo.

Una di queste, probabilmente la più grande esistente nel monumento, si trovava negli ambienti 65 e 52, che nella pianta neroniana originale affacciavano sul cortile centrale della Domus Aurea. La lacuna aveva dimensioni pari a 9,80m di altezza per una larghezza di circa 0,80m. Probabilmente la lacuna non aveva originariamente queste dimensioni, ma si era progressivamente ampliata per il crollo delle porzioni di murature sovrapposte al cunicolo originale. Le dimensioni della lacuna quindi erano ormai così grandi che la lesione provocata dai cedimenti murari avevano lesionato anche la volta che aveva perso il suo appoggio statico. Al fine di scongiurare ulteriori peggioramenti di una situazione già parzialmente compromessa, si è proceduto alla reintegrazione della mancanza con un intervento di chiusura che da una parte aveva il fine di reintegrare presso l’ambiente 65 la continuità della cortina laterizia, dall’altra di ripristinare la solidità della struttura muraria in un punto in cui l’originale spessore della parete era diventato esiguo (circa 0,20m) a causa delle spoliazioni avvenute nel corso del tempo.

Grazie all’impegno dei tecnici della Lande S.p.A si è proposta una soluzione tecnica per la tamponatura della lacuna piuttosto efficace. Dapprima si è proceduto a creare un piano regolare di imposta per il setto murario da innestare, costituito da malta e spezzoni di tufo per ripristinare un solido piano di fondazione per la struttura da integrare.

DDomus Aureaopo questa operazione preliminare si è proceduto alla ricostruzione della cortina laterizia presso il versante della lacuna dell’ambiente 65, mentre dalla parte opposta si ammorsavano i filari di mattoni tramite connettori con fibra aramidica sfioccata alla muratura originale e si procedeva a dare una struttura di appoggio alla nuova cortina laterizia con una “mantello” di calce fibrorinforzata sostenuto da fibre aramidiche strutturali intrecciate e fissate con resina epossidica. Con questa tecnica si è quindi tamponata tutta la superficie della lacuna e rispristinata la continuità muraria.

Presso le altre pareti si è proceduto a ripristinare il corretto appoggio della volta tramite  la riproposizione della completa consistenza dimensionale dei setti murari, soprattutto nelle porzioni sottoposte a maggior carico, come le imposte della volta. I laterizi sono stati assicurati al cementizio esistente tramite l’utilizzo di fibre aramidiche e l’inserzione di diatoni ammorsati direttamente nel nucleo antico.

Per vedere le foto realizzate nel corso dell’Intervento di Consolidamento Strutturale ed Architettonico della Domus Aurea ad opera di Lande clicca qui.

Per ulteriori approfondimenti sulla storia e per seguire i lavori di restauro e consolidamento della Domus Aurea visita il sito della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma.