La procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico (Art. 96)

Verifica preventiva dell'interesse archeologicoLa documentazione richiesta dalla procedura in materia di verifica preventiva dell’interesse archeologico (art.95 DLgs 163/2006) non consente, da sola, di pervenire ad una definizione certa del “rischio archeologico”. Per questo motivo, una volta conclusa questa prima fase ed inoltrato lo studio all’ente di competenza, la Soprintendenza territorialmente competente attiverà la procedura dell’art. 96/1a che permette di indagare gli elementi archeologicamente significativi emersi nella prima stadio di analisi.  In particolare, la procedura definita nell’art. 96 prevede due diverse fasi, che rappresentano passaggi progressivi di approfondimento dell’analisi archeologica.

Prima dell’approvazione del progetto definitivo è necessario affrontare una fase integrativa della progettazione preliminare (art.95/1a), che può prevedere l’esecuzione di una serie di indagini di campo come carotaggi archeologici, prospezioni geofisiche (magnetica, elettrica, elettromagnetica, con radar) e geochimiche e saggi archeologici a campione. L’esito delle varie indagini è riportato in una relazione conclusiva, in cui viene definito il grado di rischio archeologico in relazione all’intera opera e suddiviso in alto, medio-alto, medio, medio-basso, basso, nullo.

La seconda fase della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico (art.96/1b)  va ad integrare la progettazione in via definitiva ed esecutiva. In particolare, a seguito dell’approvazione del progetto viene organizzato lo scavo in estensione, in corrispondenza di tutte quelle aree in cui le indagini di verifica preliminare dell’interesse archeologico hanno dato esito positivo. Lo scopo, infatti, non è più solo quello di mettere in luce resti e complessi archeologici, ma di concludere l’intera stratificazione archeologica per liberare l’area al fine di realizzare l’opera pubblica prevista.

Di norma la progettazione viene concordata con l’ausilio del funzionario competente, dal quale dovrà essere approvata, e viene inserita in una fase ante operam, prima dell’inizio dei lavori. La progettazione degli scavi in estensione prevede la graficizzazione delle dimensioni dell’area di scavo, delle modalità di intervento, il cronoprogramma con le varie fasi di lavoro in campo e post scavo. La bonifica di tale area comporta la chiusura definitiva della procedura di verifica archeologica.

L’adozione da parte delle Soprintendenze della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico e del relativo rischio, ha comportato l’esecuzione di una serie di passaggi obbligatori che devono essere svolti necessariamente, all’interno di fasi progettuali ben precise, ed è diventato uno strumento indispensabile per la riduzione della percentuale di rischio archeologico in fase costruttiva.

Di seguito sono elencate alcune progettazioni che Lande SpA ha seguito per varie committenze e Soprintendenze regionali:

Linea AV/AC Milano-Genova (progetto esecutivo, art. 96, 1/b);

Linea AV/AC Treviglio-Brescia, tratto bresciano (progetto esecutivo, art. 96, 1/b);

Tangenziale Est Esterna di Milano (progetto esecutivo art. 96, 1/b);

Autostrada Pedemontana Lombarda, lotto 1, (progetto esecutivo art. 96/1b);

Raccordo Autostradale di Ancona (progetto definitivo art. 95);

Linea AV/AC Verona-Vicenza, opere accessorie (progetto definitivo art. 95);

Potenziamento infrastrutturale Linea Parma-La Spezia, tratta Parma-Osteriazza e Parma-Vicofertile (progetto esecutivo art. 96/1a e 1b);

Linea Chiasso-Monza (progetto preliminare art. 95);

Linea Gallarate-Rho (progetto preliminare art. 95);

Genova Gate (progetto preliminare art. 95);

Nodo Stazione di Lambrate (progetto preliminare art. 95);

Quadruplicamento della linea Fortezza-Verona (progetto preliminare art. 95);

Adeguamento del Nodo di Torino (progetto preliminare art. 95);

Risistemazione Piazza Fratelli Bandiera a Verbania (VB) (progetto preliminare art. 95).