Le bonifiche sostenibili: soluzioni per ridurre l’impatto ambientale degli interventi

Il problema dei siti contaminati interessa ormai oltre il 4% del territorio nazionale e comporta un crescente impegno delle istituzioni, del mondo della ricerca e delle imprese nella progettazione e nella realizzazione di interventi di bonifica, ripristino e miglioramento ambientale. In molti casi occorrono esborsi notevoli per poter bonificare un sito e questo a volte costituisce un limite soprattutto per quei siti di scarso valore economico. In questi ultimi anni si sono fatti molti sforzi per cercare soluzioni alternative al “semplice smaltimento” o ad un eventuale messa in sicurezza. Pertanto, da parte degli enti competenti, sono state approvate diverse soluzioni che consentono di individuare sin dalla fase progettuale tecniche per la realizzazione di bonifiche sostenibili, come i progetti di bonifica in situ.

Aldilà della tecnologia utilizzata, sicuramente le bonifiche in situ risultano più sostenibili dal punto di vista ambientale e consentono di fare un notevole passo avanti per il futuro del comparto tecnologico del risanamento. Questo risulta di fondamentale importanza poiché in Italia si deve ancora formare una classe di Tecnologici capaci di operare in situ con efficacia e risoluzione. Infatti, potremmo dire che nel nostro Paese esiste una classe di “bonificatori-smaltitori” ma non certamente di tecnologici operativi.
Probabilmente questo gap era anche dovuto ad una certa rigidità da parte degli enti, molto vincolati a valori tabellari più che a vere e proprie dinamiche di bonifica. Fortunatamente questo scetticismo è stato in parte superato anche grazie all’opera del Ministero dell’Ambiente con i suoi organi specifici (Direzione Bonifiche, ISPRA ecc.) e delle ARPA locali, molto attente all’analisi di nuove soluzioni con esami acuti e di grande confronto dialettico. Ovviamente sull’onda di questo impulso positivo generatosi, bisogna proseguire e rendere organico un indirizzo che attualmente si intravede solamente, ma che nel prossimo futuro dovrà essere elemento strutturale operativo di bonifiche sostenibili.

In tale contesto si pone la Lande SpA, che con le sue specificità vuole rappresentare e sviluppare un complesso di tecnologie e di uomini capaci di poter  trasferire ed applicare Tecnologie sostenibili. In questi anni Lande, partendo dalla sua grande conoscenza degli elementi biologici, ha sviluppato in campo diversi progetti di bonifiche sostenibili che hanno dato ottimi esiti realizzativi. I risultati incoraggianti hanno consentito a Lande di sviluppare tecnologie nell’ambito del Fitorisanamento (Phytoremediation) e del Biorimedio, possibilmente anche applicabili con uso combinato con tecnologie chimico- fisiche.
Nell’ambito del biorimedio Lande ha completamente personalizzato il processo di bonifica producendo essa stessa microrganismi autoctoni e particolari sostanze di crescita microbica, fornendo cloni di piante altamente performanti; ha costruito tutte le attrezzature per operare in campo (iniezioni, pompe). Inoltre è dotata di numerosi PGPR (batteri promotori della crescita) notevolmente utili per il superamento di stress e possiede una banca di spore fungine molto utili per la degradazione di sostanze organiche nel suolo.